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CANTURIUM ECCLESIARUM
THESAURI
Frammenti di bellezza sui nostri altari
Argenterie sacre e suppellettili
liturgiche delle chiese di Cantù
Curatore scientifico: prof. Oleg Zastrow
Curatrice allestimento: arch. Simonetta Radaelli
La mostra “Canturium
ecclesiarum thesauri” ha
l’obiettivo di ricercare, raccogliere e valorizzare il patrimonio artistico
della città di Cantù nell’ambito specifico dell’arte sacra. La
mostra riscopre le numerose opere di pregio presenti sul
territorio, ne attesta la storia e la provenienza in modo scientifico e
diffonde la conoscenza di questi tesori nascosti ad un pubblico più ampio
possibile.
Le opere appartenenti al patrimonio
culturale della città di Cantù sono rimaste fino ad oggi ignorate anche da
parte degli studiosi e, nella sostanza, assolutamente inedite. Sono stati
così catalogati, in questa occasione, circa 225 oggetti: argenterie sacre (in oro, argento, pietre preziose,
materiali argentati e dorati) realizzate a sbalzo, casello, in getto, a
traforo, a incisione; suppellettili liturgiche (in rame, bronzo, ottone;
legno intagliato, policromato, dorato, argentato).
Il patrimonio presente
nella mostra spazia lungo l’arco di sette secoli, con la messa in evidenza di rarissime testimonianza ancora di fattura tardogotica e databili al secolo
XV.
Tra le opere più importanti esposte
nella mostra: un calice del 1400 con
punzonatura (cosa rarissima per un oggetto di quel periodo,
la punzonatura inizia ad affermarsi intorno al 1600), dalla punzonatura si
può capire in quale bottega di orefice è stato fuso e battuto il calice.
Altro oggetto straordinario ritrovato è
un "paradisino", ovvero un piccolo altare
portatile che veniva trasportato (infatti provvisto
di maniglia) casa per casa per celebrare messe a domicilio per malati ed
infermi.
Le opere d’arte provengono dai tesori di
alcune delle principali chiese storiche della città di Cantù: San Paolo, san
Michele, San Teodoro, il Santuario Mariano. Si tratta di creazioni in larga
percentuale di fattura lombarda (e nella fattispecie di ambito culturale
milanese), anche se non mancano testimonianze provenienti da territori non
prossimi: esemplificativi, in questo ultimo senso, due caratteristici bacili
(o “elemosinieri”) di fattura norimberghese e
databili al tardo Quattrocento.
Si tratta, in sostanza, della prima
manifestazione del genere nel contesto dell’antica circoscrizione plebana canturina: iniziativa destinata a segnare, in
particolare con la edizione del ricco catalogo
scientifico, un punto fermo nella conoscenza
di un patrimonio d’arte e di fede rimasto da troppo tempo ignorato.
La maggior parte di queste opere
rappresentano una
assoluta scoperta anche per la locale soprintendenza ai beni
artistici che è già stata interpellata per partecipare,
anche in modo concreto, al lavoro di catalogazione e censimento dei
manufatti.
La realizzazione di un catalogo, che
presenta foto e schede tecnica degli oggetti sacri rinvenuti dallo studioso
durante le sue ricerche presso le chiese del territorio canturino, permetterà
di avere una memoria futura degli oggetti ritrovati e costituirà un
inventario aggiornato delle opere.
Oleg Zastrow da oltre 40 anni si occupa di ricerche
sull'arte medievale e l'arte santuaria in
particolare. Ha pubblicato oltre 200 volumi che trattano dell'arte ecclesiastica.
Collabora da anni con il Museo del Castello Sforzesco di Milano curando il
settore degli smalti, degli avori e dell'oreficeria.
E'
possibile richiedere foto ad alta risoluzione di questi ed altri oggetti
esposti in mostra.
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