Cantù e la sua storia.
Il progetto di riordino
dell’Archivio storico comunale
Studiare il passato per capire il presente e non
temere il futuro
L’amministrazione
comunale di Cantù ha intrapreso da alcuni mesi l’ambizioso progetto di riordino
e valorizzazione del proprio archivio storico, avvalendosi della consulenza
della società Scripta srl di Como, da anni attiva nel campo dei servizi
archivistici presso enti pubblici e privati. L’obiettivo in partenza era quello
di sostituire faldoni e fascicoli ormai logori e di compilare un inventario
informatizzato, basato su descrizioni dei documenti più approfondite di quelle
presenti negli inventari cartacei attualmente esistenti. Durante i lavori è
emerso però un elemento ulteriore che potrebbe dare un lustro maggiore al
progetto. Infatti gli archivisti incaricati della sistemazione sono stati in
grado di ricomporre il titolario originale dell’archivio, antecedente al
cosiddetto “titolario Astengo” varato nel 1897, e tuttora in uso nei comuni
italiani. Al termine del riordino sarà così possibile ricostituire l’archivio
come era venuto a formarsi due secoli fa o almeno avvicinarsi il più possibile
alla sua forma originaria. L’importanza della sezione antica di questo archivio
è data non solo dalla notevole quantità di carte conservate, ma soprattutto
dalla presenza di documentazione, conservata in ottime condizioni, che arriva a
coprire pressoché tutti gli aspetti di quella che fu la vita comunale nel corso
del secolo XIX, dal dominio napoleonico a quello asburgico sino all’unità
d’Italia. Si trovano inoltre preziose testimonianze, seppur lacunose, relative
all’amministrazione cittadina dal cinquecento al settecento, senza contare poi
l’esistenza di disegni, progetti, copie di giornali d’epoca e di un vasto
numero di manifesti pubblici, che l’amministrazione comunale ha intenzione di
valorizzare anche attraverso mostre pubbliche. Ma la perla dell’archivio
canturino è senz’altro costituita dall’atto più antico, un testamento del 1376,
nel quale si istituiva a Vighizzolo il beneficio di S. Antonio abate. Non sono
molti i comuni che possono vantare un patrimonio di questa consistenza e a
trarne vantaggio saranno innanzitutto gli studi storici incentrati sul
territorio. Inutile dire che si tratta di un complesso archivistico
invidiabile, da preservare con la massima cura e attenzione, un tesoro che
dovrà essere sicuramente messo in risalto nei prossimi anni da parte di
studenti universitari, storici e ricercatori, ai quali spetterà il nobile
compito di far conoscere a tutta la cittadinanza, partendo soprattutto dalle
scuole, le pagine note e meno note
della storia di Cantù.
Alessandro Molteni
Scripta srl – Como