Protezione civile
Il rischio è un concetto della nostra esperienza quotidiana, al quale attribuiamo diversi significati e sfumature. Può essere di origine naturale (terremoti, frane, inondazioni, incendi boschivi, ecc.) o derivante dalle attività dell'uomo (inquinamento, incidenti industriali, incidenti sul lavoro, crollo di ponti o dighe, ecc.). Può essere involontario o volontario e, in quest'ottica, si può dire che il nostro grado di accettazione dipenda dai benefici che riteniamo di ricavarne. Un concetto che dobbiamo aver chiaro è che, comunque, il "rischio zero" non esiste, non possiamo, cioè, ipotizzare un'esistenza priva di rischi, quello che possiamo e dobbiamo proporci è prevedere i rischi e prevenirli, predisponendo tutte le misure atte a limitarne l'impatto. Quando un rischio si manifesta attraverso un evento calamitoso, che pone in situazione di pericolo le persone, le attività o le abitazioni, si può giungere ad una situazione di crisi detta emergenza. Alcune di queste situazioni sono prevedibili, ad esempio quelle conseguenti ad un evento alluvionale, mentre molte altre possono essere improvvise e per questo più subdole: è necessario perciò essere preparati, studiando in anticipo gli scenari incidentali, in modo da far fronte all'emergenza nel più breve tempo possibile, con mezzi, materiali e risorse umane adeguate alla situazione.
CHI HA IL COMPITO DI PROTEGGERCI?
La Protezione Civile è nata proprio "al fine di tutelare l'integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l'ambiente dai danni e dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi". Gli organismi di Protezione Civile, a livello nazionale, regionale e locale, sono al fianco del cittadino nelle attività di previsione e pianificazione delle emergenze e nell'organizzazione dei soccorsi. Il Sindaco è il responsabile delle attività di Protezione Civile nel territorio comunale ed è coadiuvato dal Referente Operativo Comunale, che ha compiti di coordinamento ed organizzazione dell'attività di previsione e prevenzione dei rischi, e dall'Unità di Crisi Locale, per l'organizzazione e la gestione dei soccorsi in caso di emergenza. Ma in tutto questo, di fondamentale importanza è la partecipazione del cittadino, che, adottando corrette norme di comportamento, può contribuire a ridurre l'entità del danno, soprattutto nel caso di eventi improvvisi e non prevedibili. L'Unità di Crisi Locale nel Comune di Cantù è costituita da:
- Sindaco ed Assessore alla Protezione
- Civile Referente Operativo Comunale (ROC)
- Dirigente Area Opere pubbliche, Patrimonio, Ambiente e Protezione Civile Responsabile Settore Tecnico ed Ecologia
- Comandante Polizia Municipale
- Responsabile del Gruppo Comunale di Volontari di Protezione Civile
I NUMERI DELL'EMERGENZA
Il Comune di Cantù, presso la sede del Gruppo Comunale di Protezione Civile sito in Via Tripoli 7, ha attivato un servizio dedicato alle comunicazioni in emergenza. I numeri da comporre sono i seguenti:
- Telefono 031-720397
- Fax 031-714590
CHE COS'È UN PIANO COMUNALE DI EMERGENZA
Compito del Comune è pianificare l'emergenza, organizzando una propria struttura di intervento, individuando le risorse disponibili e stabilendo idonee procedure di comunicazione. Per fare ciò è stato necessario, in primo luogo, analizzare i rischi potenziali ed involontari che possono interessare il territorio, valutando la probabilità dell'evento, l'entità degli effetti, la vulnerabilità dei ricettori. In base agli esiti dello studio sono state definite le aree di rischio, le strutture vulnerabili, disegnando le carte di scenario incidentale, sono stati inoltre individuati i comportamenti e le procedure in emergenza. Tutto ciò è confluito nel Piano Comunale di Emergenza, che sarà oggetto di esercitazioni periodiche e di costante aggiornamento, per adeguarsi ai mutamenti dell'assetto urbanistico, al rinnovamento delle strutture operative ed all'evoluzione delle norme.
SE SCATTA L'ALLARME…
Come abbiamo detto, un rischio può essere prevedibile o inatteso. Nel primo caso, ad esempio un avremo tre fasi di emergenza:
PREALLARME
Lo stato di preallarme è quella fase dell'emergenza in cui gli Enti interessati all'organizzazione ed alla gestione degli interventi (Regione, Prefettura, Provincia, Comune) allertano il personale, coordinano le attività e predispongono mezzi e materiali per eventuali operazioni di soccorso. E' una misura precauzionale che non significa che certamente si verificherà un evento calamitoso significativo. Il suo significato principale è, infatti, quello dell'essere pronti.
ALLARME
Se la situazione peggiora e si rilevano i sintomi di un'emergenza imminente, il Servizio di Protezione Civile dispone il passaggio allo stato di allarme. Gli organi istituzionalmente preposti alla dichiarazione dello stato di allarme sono la Regione e in ambito comunale il Sindaco e, in ambito provinciale, il Prefetto. A livello locale, il Sindaco, il quale ha già provveduto a convocare nella sala Operativa di Protezione civile i componenti Unità di Crisi Locale, avvisa immediatamente la popolazione sui pericoli e sulle norme di comportamento da tenere, a seconda dell'evolversi della situazione.
EVACUAZIONE
Nel caso sia necessario evacuare porzioni del territorio o nel caso in cui alcune infrastrutture, quali strade, viadotti, ponti, non siano momentaneamente agibili, si provvede a delimitare le aree a rischio con sbarramenti - detti "cancelli" - e a comunicare con cartelli indicatori opportunamente distribuiti nella zona e ai principali crocevia, le "vie alternative" da utilizzare. Alla popolazione interessata dall'evento, in tal caso, potrà essere richiesto di raggiungere le aree di raduno ubicate presso il CENTRO SPORTIVO COMUNALE DI VIA GIOVANNI XXIII o quello del CENTRO SPORTIVO TOTO CAIMI che sono state scelte per le caratteristiche ed i servizi essenziali di cui dispongono.
AREE DI RICOVERO
Anche se la necessità di allontanare per un lungo periodo una parte della popolazione dalle proprie abitazioni è un'eventualità remota, in relazione alla tipologia di rischi presenti sul territorio comunale, le Autorità competenti hanno individuato strutture di ricettività ed aree di ricovero, come richiesto dalla normativa. Queste sono gli alberghi presenti sul territorio comunale, nel caso di evacuazione numericamente ridotta, le scuole e le palestre, in caso di eventi di eccezionale gravità, i Parchi stessi e Centri Sportivi, qualora si giungesse alla necessitò di realizzare tendopoli o inserire moduli abitativi di emergenza.
MEZZI E MATERIALI
Per rispondere alle esigenze immediate della popolazione in caso di evento calamitoso, infine, il Comune ha censito gli enti e le aziende esistenti sul proprio territorio, alle quali potrà ricorrere per la fornitura di mezzi e materiali per le operazioni di emergenza e generi di prima necessità.
QUALI SONO I RISCHI NEL NOSTRO COMUNE?
Il Piano di Emergenza Comunale prende in considerazione i rischi potenziali ed involontari che possono interessare il nostro territorio. Per ciascun caso, una scala qualitativa indica la rilevanza (ALTA, MEDIA, o BASSA), sulla base della probabilità dell'evento, dell'entità degli effetti, della vulnerabilità dei ricettori. Alla descrizione del tipo di rischio, che abbiamo elencato in ordine di gravità, segue l'indicazione dei comportamenti che i cittadini devono attuare per contribuire a ridurre gli effetti dell'evento.
Viabilità e trasporto merci pericolose (rilevanza media)
Il rischio viabilità è stato definito di rilevanza media, considerato che il nostro territorio è interessato dall'attraversamento di alcuni assi stradali di media importanza per il territorio ed i comuni limitrofi, dove, in relazione ai flussi di traffico ed alla tipologia di prodotti trasportati, possono verificarsi incidenti stradali coinvolgenti sostanza pericolose (GPL, benzina, ecc.). La popolazione interessata è estremamente variabile in funzione del punto in cui l'incidente si verifica. Nelle fasce adiacenti alle arterie principali sono state individuate le zone di sicuro impatto, di danno e di attenzione, che corrispondono ai diversi effetti sulle strutture e sulle persone. In caso di incidente, le Forze dell'Ordine e la Polizia Municipale provvederanno a circoscrivere l'area coinvolta dal rilascio con "cancelli" nei punti strategici, per regolarizzare il traffico e impedire l'accesso alle zone coinvolte e l'indicazione delle vie alternative. A seconda del tipo e della gravità dell'evento, potrà essere necessario, allontanare i presenti ed evacuare eventuali strutture coinvolte. Tutte le indicazioni verranno fornite di volta in volta dalle Forze dell'Ordine e dalla Polizia Municipale. È importante, tuttavia, che tutti i cittadini conoscano alcune precise norme di comportamento da adottare in caso di incendio, nube tossica ed esplosione:
- allontanarsi sopravento dal luogo dell'incidente, coprendosi naso e bocca con un fazzoletto bagnato e cercando rifugio, ove possibile, in un edificio;
- non intralciare il traffico, evitando qualsiasi spostamento in direzione della zona dell'incidente;
- in caso di sintomi di asfissia, richiedere l'intervento medico di urgenza per la somministrazione di ossigeno;
- per il rifugio al chiuso scegliere preferibilmente un locale con scarse aperture, sul lato opposto rispetto alla fonte incidentale, ad un piano elevato, con disponibilità di acqua e presenza di radio o TV per la ricezione delle informazioni;
- chiudere il contatore del gas e disattivare l'energia elettrica, fermare gli impianti di ventilazione o condizionamento, chiudere le serrande delle canne fumarie, sigillare porte e finestre e con stracci bagnati, spegnere immediatamente qualsiasi tipo di fiamma libera e le sigarette;
- non cercare riparo nelle cantine o nel sottosuolo, perché maggiore è il pericolo di asfissia;
- lasciare le linee telefoniche libere, seguire le istruzioni fornite dalla radio o tramite altoparlanti;
- eventuali animali presenti nell'area coinvolta siano ricoverati in stalle o recinti chiusi e non siano somministrati loro, successivamente, foraggio fresco, fieno, acqua di superficie o di pozzo contaminati.
Inoltre:
- gli insegnanti facciano rientrare o trattengano le scolaresche nelle scuole, in locali chiusi, attendendo le istruzioni delle Autorità competenti;
- i genitori non tentino di andare a prendere a scuola i figli, ai quali già provvedono gli insegnanti sulla base dei piani di emergenza predisposti;
- ciascuno provveda ad aiutare le persone in difficoltà nelle immediate vicinanze, soprattutto anziani e portatori di handicap.
Nel caso le Autorità diramino l'ordine di evacuazione:
- abbandonare l'area seguendo le istruzioni delle Autorità e raggiungere l'area di raccolta, tenendo possibilmente un fazzoletto bagnato sulla bocca e sul naso;
- non utilizzare le auto per evitare ingorghi che impediscano l'evacuazione e la circolazione dei mezzi di soccorso;
- non utilizzare ascensori e montacarichi;
- possibilmente portare con sé un apparecchio radio, mantenendosi sintonizzati sulle stazioni indicate dalle Autorità per ricevere i messaggi diramati.
Al cessato allarme:
- nel caso di rifugio al chiuso, aprire le finestre e le porte per aerare i locali e uscire all'aperto, aiutando eventuali inabili;
- prestare particolare attenzione nel riaccedere ai locali, specie se interrati o seminterrati, in quanto potrebbe esservi ristagno di vapori.
Allagamenti localizzati Fiume Seveso e corsi minori (rilevanza bassa)
Il Comune è interessato dall'attraversamento del Fiume Seveso e di diversi corsi d'acqua minori (torrenti Mariola- S. Antonio e Terrò, rogge Fecchio e Galliano) che in situazione di piena hanno determinato alcuni allagamenti e smottamenti localizzati. Allagamenti localizzati hanno nel tempo interessato:
- l'area del vecchio Mulino Toppi (10 residenti totali);
- l'area del vecchio Mulino Lanzi (20 persone totali interessate);
- una porzione limitata dell'asse stradale Via del Partigiano, con interessamento marginale del traffico locale (ed interruzione asse viario di collegamento Cantù Carimate e ponte relativo);
- V. Virgilio (allagamento dell'intero asse stradale);
- Cascina del Prato;
- Zona incolta (in prossimità di Strada C. Varenna)
Smottamenti localizzati si sono registrati:
- lungo la via Rienti (zona Comobit);
- lungo la S.Cascina Varenna in prossimità di V. Brianza.
Storicamente è risultato necessario:
- evacuare preventivamente le famiglie residenti presso gli Ex mulini; interdire la circolazione in alcune aree al traffico locale;
- in ogni caso effettuare preventivamente una sorveglianza continua dei ponti da parte della Protezione Civile Comunale.
In casi analoghi si consiglia di allontanare, a scopo precauzionale, disabili, anziani e minori dalle abitazioni anche se parzialmente invase dall'acqua. Nel caso di eventi di particolare gravità, verranno predisposti sacchetti di sabbia per ostacolare il deflusso delle acque, "cancelli" nei punti strategici della rete viaria e percorsi alternativi.
Terremoto (rilevanza bassa)
L'evento tellurico di maggior intensità corrisponde ad una scossa che può causare la caduta di oggetti, danni lievi alle strutture e agli edifici e che può essere avvertita dalle persone, anche nel sonno. In caso di terremoto:
Durante la scossa:
- restare in casa, ripararsi sotto un solido tavolo, un letto, il vano di una porta o gli architravi di cemento armato interni alla struttura, aprire la porta per evitarne il blocco, stare lontano dalle superfici vetrate.
Finita la scossa:
- chiudere il contatore del gas e disattivare l'energia elettrica e spegnere eventuali stufe e caminetti, in quanto potrebbero essere causa d'incendio;
- lasciare le linee telefoniche libere e, successivamente, seguire le istruzioni fornite dalla radio o tramite altoparlanti;
- se è necessario abbandonare l'edificio, non usare l'ascensore o il montacarichi per evitare di rimanere bloccati all'interno.
Se ci si trova all'esterno:
- non rifugiarsi nelle cantine o nei sottopassi, dove le uscite potrebbero restare bloccate e, in generale, mantenersi lontano da palazzi ed edifici, sostando in luoghi aperti;
- nel caso non esistano luoghi aperti immediatamente raggiungibili, cercare rifugio sotto l'architrave di un portone;
- non usare l'auto e, nel caso ci si trovi già a bordo, evitare di percorrere ponti, gallerie o strade franate e tenersi lontano dalle linee dell'alta tensione.
L'evacuazione, a titolo precauzionale, può essere necessaria solo nel caso di strutture particolarmente danneggiate dal sisma, nei pressi delle quali saranno disposti "cancelli" con percorsi alternativi.
Incendio boschivo (rilevanza medio-bassa)
Tra le arterie stradali che attraversano zone boscate e sono fonte di pericolo per la possibile insorgenza di focolai di incendio è la SP 38 ALZATE BRIANZA CANTU'-"VIA PER CANTU'" (per l'intero tratto), lungo la quale non sono comunque ubicati nuclei residenziali. Particolare attenzione deve essere inoltre posta alle aree boscate ubicate in prossimità del campo Sportivo di Cascina Amata e nella Valle del T. Terrò. Si ritiene utile menzionare le norme di comportamento in caso di incendio, che comprendono:
- segnalate subito la presenza dell'incendio e, ove possibile, intervenire sul focolaio di incendio con estintori, getti di acqua, sabbia;
- non utilizzare mai l'acqua sulle apparecchiature elettriche;
- durante un incendio attenzione a non rimanere intrappolati dalle fiamme, proteggersi dal fumo con un fazzoletto umido;
- in spazi aperti, non ripararsi in anfratti o cavità del terreno, battere il fuoco con frasche o pale, se c'è disponibilità d'acqua gettarla su foglie secche erba, arbusti alla base delle fiamme;
- sui pendii non salire verso l'alto, il fronte del fuoco si propaga più velocemente in salita che in discesa.
Emergenza radiologica (rilevanza bassa)
Si ritiene utile accennare, infine, al rischio nucleare, anche se l'eventualità che possa verificarsi un'emergenza di tale tipo è alquanto remota. Il livello di radioattività ambientale in Lombardia è costantemente monitorato dalle ASL, che, in caso di anomalia, segnalano l'evento ai preposti organi regionali e nazionali. Da un esame del territorio, si evince che eventi incidentali potrebbero essenzialmente verificarsi:
- in uno degli impianti nucleari di ricerca situati in Lombardia;
- in centrali nucleari italiane (gli impianti inattivi di Caorso e di Trino Vercellese) o all'estero;
- durante la fusione di carichi di rottami metallici contenenti materiale radioattivo (fonderie ed acciaierie esterne, tuttavia, al territorio comunale);
- durante il trasporto del materiale radioattivo utilizzato nelle attività sanitarie, industriali e di ricerca.
Di norma l'impatto di simili incidenti è limitato alle aree limitrofe e gli interventi di emergenza sono stati pianificati dalle Prefetture territorialmente competenti. Eventuali incidenti che coinvolgano centrali nucleari sono invece oggetto di pianificazione a livello nazionale. In generale, i provvedimenti protettivi sono mirati a ridurre l'esposizione della popolazione alle radiazioni ionizzanti e a contenerne le dosi e, pertanto, l'accesso alle zone contaminate sarà limitato agli addetti all'emergenza, la popolazione presente nella zona a maggiore rischio sarà fatta evacuare, mentre coloro che si trovano nella zona di attenzione dovranno cercare rifugio al chiuso (per le modalità, si rimanda a quanto già indicato a proposito del rifugio al chiuso in caso di incidente nel trasporto di sostanze pericolose). Per tutta la durata dell'emergenza dovrà essere posta la massima attenzione alle comunicazioni fornite dagli organi di informazione e dalle Autorità. Saranno attivati il controllo e la protezione della catena alimentare, al fine di impedire il consumo di alimenti e bevande contaminati. Personale specializzato provvederà alla decontaminazione delle superfici esposte ed alla rimozione delle sostanze radioattive depositate. Alla popolazione esposta potrà essere praticata la iodioprofilassi, cioè la somministrazione di composti di iodio stabile per evitare o limitare la captazione di iodio radioattivo da parte della tiroide.
Città di Cantù
