Chiesa di S. Ambrogio e Antico monastero
Le Umiliate di Sant’Ambrogio, fino al 1476 non legate da voti e prive di indumenti religiosi, abbracciarono la regola di Sant’Agostino e solo nel 1505 il Papa Giulio II concesse loro licenza di poter costruire il Monastero (con perpetua clausura) e di poter fabbricare la Chiesa, in conformità ai duri principi della Regola.
La Chiesa, detta della Trasfigurazione, fu innalzata intorno al 1570 grazie all’intervento finanziario di Suor Letizia della famiglia Alciati (nobile famiglia locale).
A pianta quadrata, con ampia cupola affrescata e assai decorata di stucchi, opera dei Maestri Intelvesi, cadde in totale abbandono in seguito alla soppressione dell’ordine durante la Repubblica Cisalpina: sconsacrata all’inizio del sec. XIX, venduta all’asta nel 1818, viene trasformata, insieme al Monastero (già scuola militare) in abitazioni e magazzini privati.
Ben poco resta oggi del suo primitivo splendore: massicci interventi di restauro e consolidamento (voluti dall’ Amministrazione Comunale ne ha affidato l’incarico all’arch. Marco Dezzi Bardeschi) sono stati finalmente avviati nel chiaro intento di un recupero architettonico ed artistico finalizzato a promozioni istituzionali (auditorium, spazio per mostre, conferenze, ecc.).
Nulla resta invece dell’Antico Monastero - ahimè duole ammetterlo - il quale, un po’ per incuria un po’ per soluzioni alquanto discutibili, è stato abbattuto nel 1936 per formare l’attuale Piazza Marconi.
Città di Cantù
