Il Nastro di Moebius

L’8 Maggio 2003 viene inaugurata questa scultura sulla rotatoria di Via Milano, una delle arterie viarie principali canturine.

Da allora il Nastro, che per storia tanto ha coinvolto gli artisti e le istituzioni della nostra Città, è divenuto il simbolo del nostro territorio e tradizione per identificare il Sistema Cantù Brianza Design.

La scultura in bronzo è stata realizzata ancora una volta dai fratelli Ronchetti.

La figura geometrica

Nel 1858 il matematico tedesco August Ferdinand Moebius descrisse per la prima volta una nuova superficie dello spazio tridimensionale. Infatti prendendo una striscia rettangolare di carta e tenendo fermo con una mano un suo estremo e operando sull’altro una torsione di 180° lungo l’asse orizzontale e infine unendo i due estremi, si ottiene una figura di interessanti novità. Una di queste consiste nel fatto che se la si percorre lungo l’asse più lungo con un dito, si ritorna al punto di partenza, senza dovere attraversare il bordo della striscia. Il nastro ha quindi una sola faccia, non due e per questa ragione è uno dei più noti paradossi della geometria topologica.

Il Nastro si intreccia con Cantù

Norberto Marchi, insegnante di tecnologia e disegno, nonché Preside della Scuola d’Arte di Cantù dal 1959 al 1975, si affascinò alla figura del nastro e pensò di realizzarlo utilizzando il materiale che più conosceva e che maggiormente aveva studiato a livello teorico e sperimentale, il legno. Così negli anni 1956/57 con l’aiuto delle mani esperte di Giovanni Tosetti, docente d’arte del legno e Tullio Camagni, assistente tecnico del laboratorio di ebanisteria, prese forma la prima realizzazione, grazie ad elementi in massello di pioppo, perfettamente curvati, raccordati, ancorati ed incastrati che andarono a costituire la base sulla quale stendere sottili lastroncini di faggio dello spessore di qualche millimetro che, a loro volta, curvati per pressione, andarono a formare l’opera finita. Questo esemplare, di proprietà dell’Istituto d’Arte, venne esposto all’interno della Seconda Selettiva del Mobile del 1957 ed anche alla XI Triennale di Milano e tutte le riviste di design e tecnologia del legno ne parlarono, ancora oggi questa figura, per disegno, progettazione e realizzazione viene studiata dagli studenti della Scuola e resta un modello di grande valenza didattica.

Marchi vollle poi realizzarne un altro di dimensioni maggiori, questa volta con l’aiuto delle mani esperte di Luigi e Riccardo Leoni e l’allora Presidente del Consorzio La Permanente Mobili, Foppa Pedretti, lo acquistò e ancora oggi è esposto in galleria.